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    November 16

    UNA PAGINA DI STORIA..MASANIELLO 1/3

    MASANIELLO

    La rivolta di Masaniello e quelle che la precedettero, nascono in un contesto in cui l’equilibrio fra le parti (istituzioni, economia, ordine, classi sociali) é saltato e per dar luogo a un equilibrio caotico, nel quale alcune componenti crescono a dismisura a danno di altre e perciò degenerano spingendo la società al disfacimento. La corruzione dilagava in tutti gli ambienti e a tutti i livelli. Invano si chiedeva al viceré don Pietro di Toledo di intervenire efficacemente e reprimere tali abusi, il male non era dovuto a debolezze del viceré ma era tutto un costume di vita radicate nel sistema. I delitti aumentavano e i malfattori si moltiplicavano, ma le istruttorie dei processi, come oggi, erano lente. Il malcontento era generale tra la popolazione e le tasse, che servivano a riempire sempre più le casse del viceré a della nobiltà spagnola e napoletana, erano sempre più pressanti per la popolazione. Dopo la gabella sulla frutta e tante, tante altre se ne aggiungevano fino ad arrivare a quelle sulla farina dove anche la moglie di Masaniello fu coinvolta e arrestata per contrabbando di farina. Allora la fame e il bisogno erano nella casa di Bernardino, moglie di Masaniello, e la povera donna si avventurava a qualche contrabbando per procurarsi pane a buon mercato. Nascose in una calza la farina acquistata in un casale vicino Napoli, avvolta tra le fasce come fosse un bambino, ma lo stratagemma non ingannò i gabellieri che la condussero subito nelle carceri ove fu tenuta per otto giorni fin quando non fu pagata la multa di cento scudi che il povero Masaniello potette a stento raggruzzolare vendendo le masserizie di casa.

    November 15

    UNA PAGINA DI STORIA...MASANIELLO 2/3

    Il 7 luglio 1647 scoppia la rivolta a piazza Mercato. Giulio Genuino, un vecchio giurista e sacerdote, già condannato al carcere perpetuo per agitazione politica, fu scarcerato dopo 13 anni di prigionia e ottenne di tornare a Napoli dove il clima politico-popolare era incandescente a causa di forti tasse imposte al popolo. Genoino fu, in effetti, l’artefice e progettista della rivolta, istruendo e armando i “Lazzaro” alla ribellione. L’astuto vecchio capì l’influenza che il giovane pescivendolo esercitava sul popolo del “Mercato”. così sfruttò l’ignoranza e l’irruenza di Masaniello per fomentare ancor più gli animi contro gli spagnoli. La scintilla della rivolta scoppiò allorquando, per l’ennesima volta, i gabellieri con arroganza, pretendono la gabella da contadini provenienti da vicina Pozzuoli. Scoppia la rivolta, a capo é Masaniello insieme ad altri armati di canne saccheggiarono il posto della gabella con sassi e con sassi scacciarono i ministri.Da ciò accesi gli animi e ricevendo forza dall’unione e dal numero, corsero al palazzo del viceré proclamando ubbidienza al re ma contro il mal governo. Il viceré in fuga e poi costretto a concedere l’abolizione della nuova gabella. Ma nonostante tutto gli animi erano ancora accesi e l’odio verso la nobiltà era tale che molte case di costoro andarono distrutte in incendi e saccheggi. Masaniello lacero e seminudo, avendo per teatro il palco e per scettro la spada, con un piccolo esercito di lazzari comandava con assoluto imperio ogni cosa. Egli a capo dei rivoltosi imponeva silenzio, disponeva mosse, trucidava coi cenni ed incendiava con gli sguardi perché dove egli faceva cenno si recidevano le teste e si portavano fiamme. Fu così che il viceré, su mediazione del cardinale Filomarino, concesse l’abolizione delle gabelle e la parità di voto al popolo con la nobiltà. Fu tutto ratificato con 23 capitoli e con giuramento nella chiesa del Carmine il 13 luglio 1647. Grandi momenti di gloria seguirono per Masaniello e la sua famiglia. Bernardina, la moglie, venne più volte invitata al palazzo da cui tornava con regali preziosi. In uno di questi incontri a tu per tu con la viceregina le disse: “ Vostra eccellenza é la viceregina delle signore, io sono la viceregina del popolo”. Il potere di Masaniello non ha più motivi per esistere, ma lui ha ormai assaporato ciò che é il potere e non si ridimensiona, dimenticando il motivo vero della sua posizione, inizia a diventare pericoloso anche per coloro che un tempo erano suoi amici come il "Genoino”, bisognava solo ucciderlo molti tentativi furono fatti. Fu incaricato dal duca di Maddaloni, il famoso bandito Perrone che finirà con la testa tagliata e conficcata in un palo, il duca fugge ma viene preso il fratello che rimane senza testa. Masaniello capisce che la sua vita é davvero in pericolo. Perse la facoltà intellettiva a causa di una bevanda di oro, che il governo spagnolo gli fece bere con astuzia. In seguito Masaniello, per la sua arroganza, la sua stravaganza perse la fiducia del popolo e la stima dei suoi stessi compagni che lo uccisero il 16 luglio 1647 nella chiesa del Carmine, decapitandolo e portando per la città la testa su di una picca.

    UNA PAGINA DI STORIA...MASANIELLO 3/3

    La moglie Bernardina rimasta sola dopo il momento di gloria, ridotta in povertà si diede alla prostituzione. Qui verrà più volte picchiata, maltrattata e derubata dai soldati spagnoli suoi clienti. Morirà di peste nel 1656.

     ‘A MUGLIERA ‘E MASANIELLO

    So’ turnate li Spagnuole,

    é fernuta ‘a zezzenella;

    comme chiàgneno ‘e ffigliole

    fora ‘a via d’ ‘a Marenella!

    ‘A Riggina ‘e ll’otto juorn

    s’é arredotta a ffa’ ‘a vaiassa;

    so’ turnate li taluorne,

    ‘ncopp’ ‘e frutte torna ‘a tassa!

     

    Chella vesta, tuttaquanta

    d’oro e argiento arricamata,

    ll’ha cagnata sta Rignanta

    cu na vesta spetacciata.

    ‘A curona ‘e filigrana

    ma ched’é? Curona ‘e spine!

    ‘E zecchine d’ ‘a cullana

    mo nun songo cchiù zecchine!

     

    Li Spagnuole so’ turnate

    cchiù guappune e preputiente,

    e mo’ ‘a chiammano, ‘e suldate,

    ‘a Riggina d’ ‘e pezziente!

     E lle danno’a vuttatella,

    e lle diceno ‘a parola,

    e lle tirano ‘a vunnella…

    Essa chiagne, sola sola.

     

    Pane niro e chianto amaro,

    chianto amaro, e pane niro

    vanno a ccocchia e fanno ‘o paro

    comm’ ‘e muonece a Retiro.

    Da Palazzo essa é passata

    dint’ ‘o Bbuorgo e venne ammore

    ; tene ‘a mala annommenata,

    ma nu schianto mmiez’ ‘o core!

     

    Dint’ ‘o vascio d’ ‘a scasata

    mo nce passa ‘o reggimento;

    ‘a Furtuna ll’ha lassata

    e le scioscia malu viento.

    Se facette accussì lota,

    morta ‘e famma e de fraggiello,

    chella llà ch’era na vota

    ‘a mugliera ‘e Masaniello.